Falesia dei Lares

FALESIA DEI LARES

Particolare destino per una delle più belle falesie del Parco Regionale della Grigna Settentrionale.

La falesia dei Lares, dal nome della selvaggia costa posta sotto la Cresta di Pian Caformia e subito prima del Rifugio Bietti, era una bellissima banca rocciosa, caratterizzata da un compattissimo calcare di Esino e solcata nella sua parte terminale da un’enorme e profonda fessura, parte conclusiva di un pancia strapiombante.

a (12)Adri, sul suo bellissimo 8a Gluck im ungluck, prima della frana…

Purtroppo dobbiamo usare il tempo passato, perché una recente frana ha cambiato in maniera radicale la morfologia della parete.

Aneddoto divertente e degno di essere raccontato, è stato il giorno in cui io ed il mio collega-amico Galba (Eugenio Galbani), ci siamo accorti di questa “strana” frana.

Era l’estate del 2019 quando convinsi Galba a seguirmi in apertura di una nuova via, che sulla carta doveva diventare la nuova cresta Segantini di “noi altri”, ma che in realtà si tramutò, si in una bella via a filo di cresta della Parete Fasana, ma sicuramente non al pari della “cresta delle creste lecchesi”.

Beh poco importa perché la giornata era stata comunque iperdivertente (e come non esserlo in giro col Galba) e decidemmo allora di festeggiare con un abbondante pranzo dagli amici del Rifugio Bogani.

Arriviamo cosi alla piatto forte della casa ovvero il Genepy dell’Enrico, che come ben si sa è irresistibile, quando il giovane Andrea (un ragazzo appassionato di capre) ci chiese di aiutarlo nel recupere un Capretta malata arroccata sopra una roccia col suo cucciolo.

La scena si prestava bene come pubblicità di un noto amaro (se no fosse che avessimo bevuto almeno 4/5 bicchieri di un dolce genepy) e cosi partimmo con i nostri zaini (pieni di materiale d’apertura, 10/15Kg l’uno) seguendo l’allegro passo del giovane pastore, convinti della vicinanza del luogo di recupero, “saranno 10 minuti al massimo”…

Beh corremmo circa mezzora per non perdere il passo di Andrea tra canali e ghiaioni senza traccia, quando in una specie di trance agonistica, senza sapere più dove fossimo, ci trovammo su una ripida cengia di fronte ad una banca rocciosa, caratterizzata da una liscia e compatta parete bianca… una rarità per lo standard della Grigna…

Più quasi come scusa per riposare che altro, ci fermammo a fantasticare di chiodare una nuova falesia in quel magico posto e con quella roccia cosi particolare, quando guardando bene nella sua parte di sinistra, notammo la presenza di spit e vie già chiodate…

Chi si era permesso di aprire una nuova falesia nei nostri feudi senza avvisarci?!?

Poi forse merito anche dell’alcool che iniziava a scemare, ci accorgemmo della triste scoperta, ovvero che quella strana e compattissima roccia bianca, era il frutto di un recente franamento e le vie mancanti erano i “pali” dei lares, su cui tante volte ci siamo appesi ai rinvii in resting, con le braccia gonfie…

… amara sorpresa !!!

Attualmente la falesia risulta agibile sono sui tiri di placca sulla sx, comunque bellissimi e meritevoli di una giornata lontano dalle solite affollate falesie, per concedersi un po’ di arrampicata vintage di piedi e di dita, immersi in un angolo sperduto del Parco Regionale della Grigna.

Esposizione OVEST e quota di 1900m, permettono la frequentazione in primavera ed estate.

Per dovere di cronaca, la capra siamo riusciti a portarla in spalla (circa 20 kg) fino quasi alla macchina, ma quando sono rientrato a casa, nemmeno il mio cane aveva il coraggio di avvicinarmi…


1 Il piccolo lord 6b+ 20m Muro verticale
2 Margherita 6a 20m Placca e uscita fisica
3 Le ali della libertà 7a+ 20m Muro verticale a buchi
4 Barracuda 7c 20m Singolo di dita poi continuità
5 Anime randage 7a 30m Partenza atletica poi splendida placca
6 Viola 6b 30m Placca e diedrino
7 Scisti 6b+ 25m Muro verticale e traverso sbilanciante
8 Kamburakis 6a/6a 30m+30m Tiro splendido e di movimento
9 Quattro passi sulle nuvole 6c+ 30m Splendida placca a buchi
10 Neve d’agosto 7a+ 15m Tiro percorribile solo nella sua parte alta, partendo dal precedente
11 Camosc 7b 20m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
12 La guerra dei gradi NL 25m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
13 Il tormento e l’estasi 7c 25m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
14 Mosaico NL 25m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
15 Il vento dell’ovest NL 25m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
16 Alpenzoo NL 25m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
17 Gluck im ungluk 8a 30m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
18 Sani principi NL 30m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI
19 Paciapan 7b 30m TIRI NON PIU’ PERCORRIBILI

a (91)La bellissima Porta di Prada.


AVVICINAMENTO

Dal parcheggio di Cainallo si segue il sentiero numero 24 per il rifugio Bietti Buzzi, fino a passare la caratteristica Porta di Prada. Dopo di essa il sentiero continua in falso piano fino ad una marcata discesa, che attraversa un evidente ghiaione. Il sentiero ora ritorna a salire e lo si segue fino ad una caratteristica selletta (il cancelletto) dove oltre si può ammirare la conca del rifugio Bietti. Subito prima del cancelletto si sale la costa boscosa a sx, mantenendo sempre la dorsale e poi successivamente verso dx ad una erbosa selletta panoramica, con un caratteristico larice bruciato. Da qui si sale il canale erboso e successivamente, dove la costa inizia a spianare, si taglia decisamente a sx fino alla base della falesia. Circa 1 ora dalla macchina.